Fatturare come sviluppatore freelance (partita IVA)
Tariffe a giornata o a ora, retainer, la giusta descrizione della prestazione — e soprattutto l’inversione contabile per i clienti UE, dove sbaglia la maggior parte degli sviluppatori.
Gli sviluppatori software fatturano in modo diverso dalla maggior parte dei freelance: quasi sempre B2B, importi alti, progetti che durano mesi — e poiché i bravi sviluppatori lavorano da remoto, il cliente è spesso all’estero. È lì che le fatture vanno storte: uno sviluppatore back-end a Milano che fattura a una startup di Berlino effettua una prestazione B2B transfrontaliera, e l’IVA non si tratta come in una fattura nazionale.
Questa guida spiega cosa deve contenere la fattura di uno sviluppatore, come fatturare bene una tariffa giornaliera o un retainer, e quando applichi l’IVA — e quando no.
Cosa deve contenere la fattura
- La tua partita IVA e quella del cliente — indispensabile per le operazioni nell’UE.
- Una descrizione precisa — non « consulenza », ma « Sviluppo back-end — sprint 14 » o « Realizzazione front-end, milestone 2 ».
- Tariffa, quantità e unità — per esempio 8 giorni × 640 €/giorno, con l’unità ben indicata (ora / giorno / mese).
- Imponibile, IVA (o la dicitura di inversione contabile) e totale.
- Le condizioni di pagamento e l’IBAN, oltre a eventuali riferimenti richiesti dal cliente.
Modelli di tariffa
- A ora — per interventi piccoli e occasionali.
- A giornata — lo standard nel lavoro a sprint.
- A corpo / a milestone — fatturi a ogni consegna, idealmente con un acconto iniziale.
- Retainer mensile — un importo fisso al mese per la disponibilità continuativa.
Il punto critico: l’IVA transfrontaliera
- Cliente in Italia — applichi l’IVA al 22% normalmente (salvo regime forfettario).
- Cliente impresa in un altro Paese UE — il caso tipico da remoto. Si applica l’inversione contabile: fattura senza IVA, è il cliente a assolverla. La fattura riporta entrambe le partite IVA e la dicitura « inversione contabile — articolo 196 della Direttiva IVA ».
- Cliente fuori dall’UE (USA, Regno Unito) — operazione fuori campo IVA in UE, quindi senza IVA.
Due cose rendono valida l’inversione contabile: una partita IVA del cliente valida e la comunicazione dell’operazione. Verifica il numero su VIES prima di emettere la fattura — se non è valido, l’inversione non si applica e l’IVA può restare a tuo carico. I dati delle operazioni con l’estero si trasmettono tramite lo SdI.
La fattura elettronica
In Italia la fattura elettronica via SdI è già obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA, forfettari compresi, dal 2024. Le fatture verso clienti esteri vanno anch’esse trasmesse allo SdI in formato XML. Uno strumento che genera già il formato corretto ti evita scarti e correzioni.
Condizioni di pagamento
Per i progetti di sviluppo lo standard è 30 giorni. Nei lavori a corpo chiedi un acconto (spesso 30–50%) prima di iniziare e fattura il resto a milestone. Indica le condizioni di mora: nel B2B hai diritto agli interessi di mora e a un rimborso delle spese di recupero. Crea qui la tua prima fattura — la logica IVA è già inclusa.
- Come fare una fattura con partita IVA: la guida completa
Cosa deve contenere una fattura, la fattura elettronica obbligatoria via SdI, il regime forfettario (imposta sostitutiva e soglia di 85.000 €), la marca da bollo e le operazioni con l’estero — con esempi.