Come fare una fattura con partita IVA: la guida completa

Cosa deve contenere una fattura, la fattura elettronica obbligatoria via SdI, il regime forfettario (imposta sostitutiva e soglia di 85.000 €), la marca da bollo e le operazioni con l’estero — con esempi.

Mira Aalto10 min di lettura

In Italia una fattura non è una semplice ricevuta: è un documento fiscale, e dal 2024 deve essere elettronica e transitare dal Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate. Un dato obbligatorio mancante e la fattura viene scartata dallo SdI, oppure il cliente la contesta. Una fattura fatta bene è insieme un obbligo e la via più rapida per essere pagati.

Questa guida spiega, passo dopo passo, cosa deve contenere una fattura con partita IVA nel 2026, come funziona il regime forfettario e cosa cambia con la fattura elettronica. Questo articolo è un orientamento generale e non sostituisce il parere di un commercialista.

Cosa deve contenere una fattura

Non sono dettagli di stile: se ne manca uno, la fattura è formalmente irregolare.

  1. Numero progressivo della fattura e data di emissione.
  2. I tuoi dati — nome o denominazione, indirizzo, partita IVA e codice fiscale.
  3. I dati del cliente — denominazione, indirizzo, partita IVA o codice fiscale.
  4. Il codice destinatario (o l’indirizzo PEC) a cui lo SdI consegna la fattura.
  5. La descrizione di beni o servizi, con quantità e prezzo unitario.
  6. Imponibile, aliquota e imposta IVA; oppure, per i forfettari, la natura dell’operazione e la dicitura di esclusione da IVA.
  7. La marca da bollo da 2 € quando dovuta (vedi sotto).

La fattura elettronica via SdI

Dal 1° gennaio 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA, forfettari compresi, a prescindere dai ricavi. La fattura si emette in formato XML e si trasmette tramite lo SdI, che la recapita al cliente tramite il suo codice destinatario o la PEC. Le fatture vanno poi conservate elettronicamente a norma per 10 anni.

Il regime forfettario

Nel regime forfettario non applichi l’IVA in fattura (indichi la dicitura di esclusione prevista dalla L. 190/2014) e paghi un’imposta sostitutiva del 15% 5% per i primi cinque anni in presenza dei requisiti di nuova attività. Il limite di ricavi è di 85.000 € l’anno.

Se superi la soglia: tra 85.000 e 100.000 € resti forfettario per l’anno in corso e passi all’ordinario dal 1° gennaio successivo; oltre i 100.000 € il passaggio all’ordinario è immediato, con effetto dall’inizio dello stesso anno.

Sulle fatture senza IVA del forfettario, quando l’importo supera 77,47 €, va applicata una marca da bollo da 2 €.

Fatturare un cliente estero

Quando fatturi a un’impresa di un altro Paese UE (B2B) si applica l’inversione contabile (reverse charge): non addebiti l’IVA italiana, è il cliente a assolverla. La fattura riporta la dicitura « inversione contabile » e le partite IVA di entrambe le parti. I dati delle operazioni con l’estero si trasmettono anch’essi tramite lo SdI.

In sintesi

Una fattura con partita IVA fatta bene riunisce i dati obbligatori, il corretto trattamento dell’IVA (o le diciture del forfettario), il formato elettronico per lo SdI e, dove dovuta, la marca da bollo. Messa a punto questa base, il resto viene quasi da sé. Crea qui la tua prima fattura — i dati obbligatori sono già inclusi.

Scritto da
Mira Aalto

Mira scrive di fatturazione, lavoro autonomo e come farsi pagare più in fretta in Europa.